Archivio mensile:marzo 2013

EMOZIONI INDEFINITE

E’ da un po’ che non mi ritrovavo qui a scrivere. Scrivere di cosa, non ho la più pallida idea. E’ stato come un impulso, di quegli impulsi che concentrano tutti i tuoi pensieri sul fare una sola cosa: scrivere, appunto.

Come va? Me lo chiedo da sola, tanto per darmi un inizio. Giorni alquanto intensi, in cui emozioni indefinite prendono il posto della tranquillità e del silenzio. Solitudine di ricordi mette in moto la voglia di riveder gente, di riscoprire i tuoi spazi, di odorare amicizie, penetrando in una solitudine nuova, fatta di sentimenti e voci lontane, rotti dall’assenza di vere emozioni. Emozioni indefinite, ecco. Di quelle che ti lasciano a metà, non lasciando spazio a null’altro se non vuoto da colmare. Un po’ come quei giochi ad incastro che si danno ai bambini, per insegnar loro il concetto di forma e di spazio: ogni spazio è disegnato apposta per contenere una forma ben precisa, che può essere una stella, un cerchio, un cuore…Tanti spazi diversi e forme sempre più complesse, perchè di attimo in attimo, la vita diviene sempre più difficile, alcuni direbbero “bella”, altri “triste”, altri ancora “inaspettata”. E via dicendo.

La vita, la vita che fluisce e non lascia tregua. Se non cogli questo momento, il prossimo non è detto che ti dia la stessa opportunità. Non è detto. Nulla dice nulla. E’ difficile abbozzare parole nel presente, figuriamoci nel futuro! No, non sempre vivere alla giornata è la cosa migliore. I progetti vanno fatti, sempre e comunque, perchè vivere in prospettiva di qualcosa, ci rende più vivi e reattivi. Il punto cruciale però, sono le illusioni. Da quelle sì che bisognerebbe riguardarsi, dovrebbero consigliarlo tutti i medici e chi per loro!

Ma io non mi riguardo dalle illusioni, no. Se iniziassi a farlo, allora sì che sarebbe una bella illusione! Voglio vivere pensando a quello che voglio. Voglio vivere provando le emozioni che voglio. Già, altra illusione: pensieri ed emozioni che vuoi, non son quelli che pensi e provi! E da qui si complica tutto, tutto. E non resta nulla, se non accettar le cose come stanno, provando forse ad essere più vivi, senza inibizioni, senza preoccuparsi di giudizi e sensazioni altrui. Per ciascuno di noi, noi siamo la persona più importante e nessuno può capirci meglio di noi. Forse, sarebbe allora il caso di sminuirsi di meno, di non tenere attaccata la propria felicità al comportamento di qualcun’altro. Tutti, prima o poi, ti fanno del male, volenti o nolenti. Cruda realtà? No, semplicemente, vita, è questa la vita: inaspettata bellezza e tristezza.

Al di là della strada, sento dei bimbi giocare. Sono i bimbi del centro giovanile di Forlì. Lì vedo tanti sorrisi e spensieratezza, di quelli che ti riempiono il cuore e ti accendono di speranza. Basta poco, in effetti, a spegnere la speranza, come una candela a cui d’improvviso viene a mancare ossigeno. Un po’ come gli esseri umani, senza ossigeno, non possono vivere. Ecco, noi siamo esseri umani perchè siamo speranza, speranza per noi e per chi ci circonda. Meglio non dimenticarlo.

Non so, onestamente, se tutto questo che oggi ho scritto abbia senso. O meno. Forse meno, ma non importa. L’ho scritto senza pensarci. Ora vado a ribeccare i miei pensieri.

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