HO DISATTIVATO FACEBOOK, QUINDI SCRIVO QUI

Sembra quasi un crimine di questi tempi. L’inizio della fine. Apocalisse. Sintomo evidente di una grave forma di disadattamento. Improponibile. Folle.

Eppure, è solo un click del mouse su “disattiva il tuo account”. Poi magari ti appare la vignetta con su scritto: “mancherai ai tuoi amici”. Come se fosse l’unico modo per restare in contatto con loro, i tuoi amici! Con che facilità si decreta qualcuno come amico: “accetta” o “ignora”, altro click del mouse.

Facebook è una vera e propria dipendenza, nonchè il monopolio della comunicazione e della vita stessa degli individui. Io sono il mio account di facebook, i miei amici son quelli che ho nella lista dei miei amici, quello che penso è quello che riporto sul mio diario, quello che pensano gli altri di me sono i commenti che lasciano alle mie cose ed i vari “mi piace”. Dov’è la realtà? Ma, soprattutto, a cosa serve la realtà, se abbiamo facebook?

Riflessioni scottanti, scomode? No, semplicemente realtà, appunto.

Ho deciso di disattivare il mio account, almeno per un po’, di provare a fare a meno di facebook. Non sono mancati i commenti di chi ha reputato la mia scelta “inutile”, “evitabile”. In fondo, basta usare facebook con “moderazione”. E allora mi son chiesta: cosa vuol dire? Facebook è un chiodo fisso, o meglio, lo diventa. Le sue notifiche che ci fanno sentire tanto appagati, i messaggi privati che ci fanno sentire considerati, pensati, apprezzati. Per non parlare dei “mi piace”, apoteosi della propria stima personale. Me lo chiedo di nuovo: dov’è la realtà? L’avevo persa di vista da tempo. C’era una volta la mia vita reale. E ora provo a ritrovarla.

Facebook era diventata una droga per me: lo dico con estrema umiltà. Lo dico perchè non ho timore di ammettere le mie debolezze. Vivendo a 700km di distanza, facebook mi ha sempre aiutata a restare aggiornata sul mio territorio, sui miei conterranei. Ma davvero non esiste altro modo per sapere cosa accade nella propria terra? Facebook è una scorciatoia: tutti ci spiattellano le proprie informazioni, foto, notizie, e tu gratuitamente le ricevi, e sai cosa succede loro, senza nemmeno chiedere. Ecco, è esattamente questo il problema: si è perso il desiderio di domandare, si è perso il gusto di attendere una risposta. Si è smarrita la voglia di preoccuparsi di qualcuno. Siamo tutti onnipresenti su Facebook, sappiamo tutto di tutti senza volerlo.

In questi giorni senza Facebook, penso anche di più alle persone che mi sono vicine, quelle importanti, quelle che la mia stessa vita ha decretato “amici”, non un click del mouse! E’ una lista molto più ridotta, ma sicuramente con più valore, autenticità, realtà, appunto.

“Chi è il matto tra di noi?”, la voce di Pirandello sulle labbra del “povero Belluca”, si sposa appieno con la mia voce sulle mie labbra. Si è matti se non si ha Facebook? O se lo si possiede?

Dov’è la realtà? Direi non su Facebook.

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