NUMERO ZERO: metastoria di un amore

“Ma sai da quando ho cominciato ad essere davvero un perdente? Da quando ho cominciato a pensare di essere un perdente. Se non fossi stato a rimuginarci su, avrei vinto almeno una mano”.

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E’ la storia di un ‘numero zero’ come, nel linguaggio giornalistico, si definisce il numero di prova di un giornale, mai andato alle stampe. Ed è proprio una storia quella che intreccia le vite di Colonna, il responsabile incaricato dal vecchio professor Simei di guidare l’ufficio stampa di ‘Domani’, traduttore dal tedesco con “cinquantanni suonati”, di Maia, intrepida ragazza dal passato contraddittorio e stanca di scrivere solo di storielle d’amore per il gossip più affamato, di Braggadocio, ‘complottista’ un po’ macabro che si mette a seguire un’inchiesta alquanto scottante, e poi di Costanza e di Lucidi.

Un ufficio stampa alquanto bizzarro e curioso quello che riunisce il professor Simei per dar luce a ‘Domani’. Un giornale che deve raccontare le notizie da una prospettiva completamente nuova ed audace, deve essere capace di anticipare la notizia e prevederne gli svolgimenti. Un progetto singolare, come sospetta più volte Colonna, che il commendatore Vimercate finanzia per oscuri ed irragionevoli motivi. Ma non è qui che sta il cuore del libro di Umberto Eco. La sua penna graffiante e netta, ci porta nel bel mezzo di una storia di amore, che si fa storia e si fa amore tra i racconti di Braggadocio e della sua inchiesta. Suspènse. Poi l’omicidio. La fuga. L’irrazionale paura. La verità.

E’ l’inchiesta che vede coinvolti il fascismo, l’assassinio di Mussolini, la morte di Papa Luciani e gli anni di piombo: una serie di eventi legati ai fili di un’unica grande organizzazione chiamata ‘Gladio’. Non mi era mai capitato di leggere di ‘Gladio’, ma la ricostruzione di Umberto Eco è alquanto avvincente e convincente. Gladio è questa organizzazione internazionale nata sulla scia di quel terrore rosso e della lotta al comunismo, il cui culmine avrebbe dovuto essere la restaurazione di tutti i fascismi con il ritorno di Benito Mussolini. Già, quello che il ‘necrofilo’ Braggadocio scopre e documenta, è che il vero Mussolini non è mai stato assassinato. Scappato in Argentina o tenuto nascosto dal Vaticano? Questo resta ancora un dubbio.

Sì, ho parlato prima anche di una storia di amore, altrettanto intensa ed inaspettata. La storia che coglie il Colonna e Maia quasi all’improvviso e sicuramente di sprovvista. Un bacio, le scarpe volano via, due corpi che si spogliano, il risveglio e le insolite confidenze. Poche domande lasciano spazio ad una forte certezza, cioè che si tratta di amore appunto. Maia e Colonna sono separati da 20 anni, dalle crisi di mezza età di lui e dall’insolito autismo di lei.

“E’ che Maia mi ha restituito la pace, la fiducia in me stesso, o almeno la calma sfiducia nel mondo che mi circonda. La vita è sopportabile, basta accontentarsi. Domani (come diceva Scarlett O’Hara – altra citazione, lo so, ma ho rinunciato a parlare in prima persona e lascio parlare gli altri) è un altro giorno”.

Ho visto scaffali pieni zeppi dell’ultimo lavoro di Umberto Eco. Mi son incuriosita. Quel titolo poi, “Numero zero”, mi è molto familiare essendo studentessa di Mass Media e Politica. No, non sono di quelle che vanno a cercarsi le recensioni su internet. Ho solo seguito la curiosità. E ne sono entusiasta.

Ve lo consiglio!

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