CARO BLOG, TI HO TRASCURATO

Caro blog, ti ho trascurato un bel po’. Ti assicuro però che ti ho pensato spesso e da tempo, ormai, mi prometto e riprometto di scriverti. Prendevano vita incipit nella mia testa. Si accendeva un piccolo lampo di ispirazione. Ma poi altre cose sopraggiungevano, altri pensieri e venivo vinta dalla pigrizia e dall’effimera voglia di fare cose effimere, appunto. Come cazzeggiare. Sì, perchè ultimamente ho sempre voglia di rilassarmi. Una voglia che si traduce in pochissimi minuti al giorno. Sì, caro blog, è un periodo molto denso ed intenso. Studio+tesi+lavoro part time. Ora? Il part time è finito. E ho finito di seguire le lezioni. Già, lo scorso giovedì è stata l’ultima lezione della mia carriera universitaria. Non ho ancora capito se esser triste o felice.

Come mi sento? Come forse ti ho già raccontato una volta, mi sento come se stessi perdendo tempo. Come se il tempo volasse via ed io mi lasciassi trasportare da altre correnti contrarie. E quindi non ci incontriamo mai. E quindi non riesco a far le cose che vorrei fare. O magari le faccio ma non me ne rendo conto. C’è una parte di me, infatti, che mi induce a spingere il rallentatore e prender tutto lentamente. “Ce la farai, abbi pazienza” mi dice spesso una vocina. Eppure il senso di colpa mi resta sempre in gola. Deglutisco. Deglutisco ancora. Ma è sempre lì. Ogni volta che deglutisco, il cuore ha come un fremito ed incalza il suo battito. Inspiro e rivoli di ansia comincian a salire e venir fuori dalle narici.
E’ tutto un crepitio di tormenti ed angosce. Ed io mi sento impotente. Faccio le cose quando mi sento di farle, non riesco ad accelerare il ritmo. E’ come se non fossi più padrona del mio tempo, come se ci fosse qualcos’altro a dirmi esattamente cosa fare e quando farla. Ma questa constatazione non cancella il senso di colpa, anzi.

Mi domando allora se, in fondo, non ho bisogno di preoccuparmi, se posso fidarmi di questa parte di me indomabile. Sto forse crescendo? Beh, crescere a 24 anni lo vedo molto improbabile. Sto forse cambiando? Sì, so cosa mi diresti adesso. Mi diresti che sto semplicemente imparando a conoscermi meglio, queste nuove sfide mi stanno aiutando a tirar fuori quella parte di me che sinora era lì sigillata e protetta dalla sicurezza di una vita non molto complicata.
Di cose in questi mesi ne ho scoperte tante e direi tantissime. L’Australia, la distanza, il fare affidamento solo ed unicamente su me stessa. L’ultimo esame, la porta che si intravede e che mi porterà al mondo del lavoro o, come mi diverto amaramente a dire, “all’era dei tirocini/stage”. La tesi, questa sfida che mi prende giorno dopo giorno e se da un lato mi entusiasma, dall’altro mi terrorizza. Il lavoro, un’esperienza totalmente nuova che mi ha insegnato cosa vuol dire avere degli orari e rispettare scadenze e comandi. Mi ha fatta sentire utile ed, in un certo senso, produttiva. Poter contare su dei soldi propri è davvero una bella sensazione, perchè consente di dare un nuovo peso a tutto.

Sono tranquilla? No, per nulla. A Settembre parto per Bruxelles, per il primo tirocinio della mia vita al Coreper, il Comitato di Rappresentanza permanente, ufficio per l’Italia. Emozionata? Abbastanza. E’ che, da un po’ di tempo a questa parte, cerco di tenere a bada i miei sentimenti e andarci cauta. Mi dico che devo assaporare tutto poco alla volta e affrontar le situazioni come vengono, senza prefigurarle troppo. Tutto si risolve, sono ormai abbastanza esperta per affrontare ogni emergenza. Posso farcela.

E’ una bella sensazione, tutto sommato. Capisco fino a che punto son cresciuta e fino a che punto posso contare sulle mie qualità e sulle mie debolezze. Già, è proprio a partire dalle mie debolezze che son riuscita ad affrontare tutto quello che sinora ho superato. Ero debole di fronte a quella cartella clinica e ora, invece, ci penso su e mi dico che quella esperienza è stata determinante a darmi forza e coraggio per andare avanti e vivere quello che posso sempre e comunque con il sorriso. Ero debole di fronte a tutta quella burocrazia per l’overseas, tra conti correnti, visto e viaggio. Poi però, mi son fatta coraggio, ho constatato di avere intorno persone che potevano aiutarmi e così mi son aiutata, ce l’ho fatta, son arrivata in Australia, ho passato tutti i controlli e per sei mesi ho consumato un’esperienza meravigliosa. Ricordi nitidi si accendono ogni volta che ci penso, ho la sensazione che, se ora aprissi la porta di camera mia, rivedrei quel j deck ed i miei compagni di studentato; ho la sensazione che, se aprissi la porta di casa, mi troverei nel mezzo del verde di Hindmarsh Avenue e sentirei il rimbombo dei binari, il fischio del treno che mi porterebbe a Central o Coniston. Oppure potrei attraversare la stazione e procedere verso l’oceano; ne sentirei subito l’odore e il frantumarsi delle onde.
Ero debole quando poi son atterrata di nuovo in Italia. Tante voci italiane ed io ero disorientata. Avrei voluto tornare indietro, scappare, non poteva già esser finita la mia esperienza australiana! Ma poi ho tirato su col naso, mi son fermata un attimo e mi son detta che tutto quello che sino a quel momento avevo vissuto, non me lo avrebbe mai rubato via nessuno. Era mio, era nel cuore. E di quello dovevo esser felice. E così ho sorriso.

Sorridere trasforma debolezze in forza, paura in coraggio, rancore in gioia. E ora vorrei sorridere per trasformare questa inquietudine in amore. Ho bisogno di amore? Probabilmente sì. Il mio problema è che non so mai dove cercarlo. Dove lo trovo? Non nelle persone sbagliate. Avrei bisogno di quella persona da sentire in qualsiasi momento senza aver timore di disturbarla o metterla in difficoltà. Una persona che, semplicemente ci sia. Ci sia per me.

Forse ho condiviso un po’ troppo, forse dovrei cominciare ad esser più egoista, più orgogliosa. Lasciar perdere l’istinto perchè, nel mio caso, è quasi sempre sinonimo di illusioni. E illudersi serve a ben poco. Non aspiro più al dubbio da tempo, ormai. Sono in quella fase della vita in cui ho bisogno solo di certezze. E la certezza non è cosa da poco. Ma se la trovi, non lasciartela scappare via. Proteggila, tienila nel cuore. Perchè lei ti proteggerà, ti terrà nel suo cuore. Ti amerà, come tu ami lei.

Certezza è amore.

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