Pronta a fare splash

Il TG è a metà edizione e le immagini di una Roma vivida di gente e sempre vittima di truffe aggravate – mafia – fanno da sfondo ad un silente e triste pensiero: “Tanto per cambiare…”.

La mia vita sta cambiando. Oggi ripensavo a com’ero un anno fa: da poco finito il master, da poco conosciuta la persona con cui condivido una casa e la mia vita, in volo verso casa mia. Oggi sono seduta su un divano, pomeriggio speso a fare spesa per domani, è weekend e la prospettiva di una dormita senza sveglia mi mette il sorriso.

Una meravigliosa notizia ha messo fine a tre settimane di agonia ed ansia: un contratto di lavoro, vero e la speranza di poter finalmente scandire la mia vita, concretizzare progetti e togliermi qualche sfizio in più. E’ incredibile come avere o non avere lavoro, cercarlo e poi trovarlo, possa stravolgerti. Questa notizia ha incredibilmente risvegliato quella sicurezza in me stessa che da tempo sopiva nel mio animo, immobile e che quasi avevo dimenticato. Quella sicurezza che ti fa andare a testa alta al supermercato, mettere le tue cose sul nastro e poi riporle nel sacchetto senza timore di rallentare la fila, di rovesciare la confezione di uova o sbriciolare il pacco di biscotti. Quella sicurezza che mette un po’ a tacere i tuoi pensieri e ti fa dire “Sì, posso stare un po’ più tranquilla ora”.

Quella sicurezza però che non è abbastanza a farmi sentire meno insicura quando si tratta del suo passato. La paura di non essere abbastanza e che tutta questa felicità possa finire da un momento all’altro. Il pensiero “è troppo bello per essere vero” non riesco ancora a frenarlo, freddarlo. Ma questa volta mi sento più determinata, determinata a non solo inghiottire, ma anche inumidire le mie labbra ed esprimere il mio punto di vista, le mie esigenze. Non bisogna sempre inghiottire per paura di perdere qualcuno. Occorre parlare, confrontarsi e magari trovare un punto di incontro. Inghiottire è subire? Quasi. E’ più come lasciar scorrere, sopportare, soffrire in silenzio.

Gelosia? Quella c’è sempre, torna e ritorna a farsi sentire. Non dovrei esserlo. Giusto, ma la situazione è sempre complicata e come tutte le cose complicate, prima o poi vanno affrontate. Con convinzione.

Come quando sei a bordo piscina e provi e riprovi a inspirare per trattenere l’apnea più a lungo possibile; inali tutte le particelle di ossigeno che puoi, straripano nella tua bocca e spingono fuori le guance. Ma poi la tua testa ti dice che non sono abbastanza, che te ne servono di più. Che non sei ancora pronta. E così apri la bocca e tutte quelle particelle volano via. Inspiri. Nuova ondata di particelle. Guance gonfie. Non sono abbastanza. Inspiri a bocca sempre più aperta. E così via. Poi però arriva il punto in cui devi prendere una decisione: nuotare o non nuotare? E se decidi di nuotare, trattieni tutto l’ossigeno che riesci ad inalare, mentre prendi lo slancio, salti e splash. Ecco, affrontare la propria gelosia vuol dire fare splash tra le paure ed i timori che inondano le tue esitazioni.

Non ho ancora fatto splash, ma ho le ginocchia piegate pronte per lo slancio. E l’ossigeno nella mia bocca c’è, forse quello che mi basta.

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