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ULTIME ORE

Quel momento in cui non sai se esclamare “di già!” con labbra spalancate, braccia semi aperte e occhi sbarrati, oppure “finalmente”, con braccia calanti, testa al cielo e labbra incrinate. Quel momento in cui guardi le valigie, prendi la tua roba, inizi ad infilarla dentro, facendo attenzione a qualsiasi dettaglio, a colmare tutti gli spazi, a proteggere le cose più delicate, così per tenerti la mente occupata e non pensare. Come se trattenessi un lungo sospiro, preludio di emozioni che un po’ ti fanno paura. Ma sai che ti libereranno.

Sono alle ultime ore di questa mia avventura australiana. Piccolo sospiro. Blocco dello ‘scrittore’. Continua a leggere

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NEW YEAR’S EVE’S EVE

La vigilia della vigilia. Con 10 ore di anticipo. Il che fa molto strano. Quando inizierà davvero questo nuovo anno? Orario italiano o australiano? Fatto sta che con 10 ore di anticipo, mi butterò alle spalle molte cose. Con la consapevolezza che, ovunque le butterò, sarò sempre capace di ritrovarle. Quel che è stato non passa mai definitivamente. Resta, a proprio modo, lì tra le intercapedini dei ricordi e basta un attimo di sospensione con il proprio animo, quando, per farla breve, ti metti a pensare con un paio di auricolari alle orecchie o ascoltando i suoni che ti ronzano intorno, per ritrovarlo.

E alle spalle ti butti sempre esperienze negative. Quelle che magari cominciano come esperienze bellissime, che ti prendono completamente e poi, un niente, un attimo, una consapevolezza, e cambiano completamente faccia. Diventano negative, appunto. Di quelle esperienze che non dovrebbero più ripetersi. Ma che tanto poi si ripetono, non c’è scampo.

Cosa voglio buttarmi alle spalle? I fuochi d’artificio di Sydney spero mi illuminino. D’immenso. Forse.

FOTO O RICORDO?

Sembra ormai che nessuno abbia più fiducia nei ricordi. In quei momenti indisturbati, dove si fanno spazio belle emozioni, risate scoppiettanti e sorrisi inquieti. Sembra ormai che nessuno abbia più fiducia nella propria fantasia, perchè spesso ricordare vuol dire fantasticare. Cambiare piccoli o grandi dettagli. O semplicemente usare la fantasia perchè non ci si ricorda qualcosa.

E quindi facciamo fotografie. Click. Click. Click. Cheese.

Di fotografie avrei voluto scattarne in questi ultimi giorni. Avrei voluto scattare foto di sguardi, di mani che si sfiorano, di labbra semi aperte, di capelli spettinati e macchinetta del caffè sul fuoco. Chiudo gli occhi e rivedo tutti questi scatti non scattati. Sono ricordi. E li condivido con me. E nessuno può metterci “mi piace” o commentare. Tranne me. Strano, vero?

pellicola

HO FATTO ALCUNE PAROLE: LA MIA AUSTRALIA

Quando hai troppe cose da fare. E non ne fai nessuna. Pensi e ripensi a quando e come farle. Pianifichi. Organizzi il tuo tempo. E nel frattempo perdi un sacco di tempo. Sensi di colpa cominciano a sgorgare fuori. Risalgono lungo il petto. Poi sprofondano nel tratto più basso dell’intestino. Si fanno spazio lì. Si crea del vuoto. Sempre più esteso. Un rimbombo sordo. No no, è perfettamente udibile. Ti viene voglia di junk food. download (1)E sai anche come procurartelo. Continua a leggere

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QUALCHE FOTO E QUALCHE PAROLINA IN ITALIANO

Beh direi che qualche parolina in italiano ci voglia nel mio blog. Troppo inglese cari lettori, vero? Sorry! Ultimamente il mio blog è diventato il mio “portfolio” universitario dal momento che aggiornare periodicamente il proprio blog commentando gli argomenti trattati a lezione e scrivendo su specifici “topic” fa parte della mia valutazione qui a Wollongong. Figata? Beh sì, è una cosa che non mi dispiace affatto! Continua a leggere

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NOTES AND CORRESPONDING BOOK’S CHAPTER RECAP: 1 LECTURE

29/07

POLITICS AND THE MEDIA

Cover sheets page

 Word doc on moodle – important issues

70% of journals sold are Murdoch’s (not 70% of journals owned by him).

 Climate change – frameworks. Framing one of the most important journal’s activity. Why do they use a frame instead of another? It is strictly related to climate change and catastrofy. Why do journals are more interested to some lives than others? Continua a leggere

WHY I CHOSE THIS STORY

When people tell you a story, it’s like they’re singing you a song. Every voice has its own musicality, its own tone and timbre. And even just a little half-sentence fragment can go in through your ear and tell you something profound about a person’s soul.

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BEING AN INTERNATIONAL STUDENT IN AUSTRALIA: HERE I AM!

I’m smiling. I’ve just opened my lecture note and read the headline of one of the readings for this week. “Why is English so dominant and which English?”. I’m smiling because some pieces of memory have just come to my mind. Continua a leggere

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PRIME NUOVE DA WOLLONGONG

Qui da una settimana, ormai. Che ore sono? Me lo chiedo anche io ed ogni volta nella mia mente prendon forma addizioni e sottrazioni. Già, qui son 8 ore in avanti, dunque son le 15 circa del pomeriggio. Abituata al nuovo fuso orario? Qui lo chiamano “culture shock” e vi assicuro che è uno shock a tutti gli effetti! Ma va già meglio, le giornate scorrono rapide e le cose da fare e vedere non mancano! Continua a leggere

LAMPI DI ISPIRAZIONE..

DOMANI

Il domani, nube di sentimenti

Si allontana dal presente lasciando

Sprazzi di cielo

Su cui giacciono le stelle

E partono via i sogni.

Il domani, pioggia di pensieri

Preannuncianti il temporale

Mille suoni si confondono

Un lampo e tutto tace.

Il domani, s’alza il vento di sospiri

Si muovono le foglie e petali scivolano via dai prati

Restano nudi i rami e i boccioli

Sotto le nubi e la pioggia e il vento.

Il domani, stelle che si accendono

Cielo terso e trasparente e calmo

Le palpebre si chiudono

La vita ricomincia.

Ed è già domani.

 

VORREI

Vorrei essere la risposta

A quella domanda che ti perseguita

Vorrei essere la bocca

Su cui sognante poggi le labbra ogni notte

Vorrei essere la mano

Su cui raccoglier le tue lacrime

Vorrei essere il cuore

Con cui battere al tempo dei tuoi sospiri

Vorrei essere te

Per capire il tuo sentimento e prenderne

La giusta sembianza per

Innamorarti al mio petto.

 

TI PRENDO

Ti prendo e

Non ti lascio più

Sì, ti prendo e

Non ti lascio più.

Ti prendo per davvero

Sollevandoti al cielo

Con le mani al caldo dei tuoi fianchi

Ti prendo e ti porto a me

Il cielo ci unisce

Ed io ti prendo a me

Con il cuore stretto al tuo

Fino al fremito dell’addio.

 

Odore di pelle al sapore di miele e zucchero di canna, sorge il sole tra le onde e le labbra sanno della tua pelle. Respiro il sapore della tua pelle, siamo chimica di reazioni infinitamente replicabili. Siamo profughi di realtà in cerca di intimità. Nomadi come quel sentimento che ci unisce e che viaggia alla velocità del proibito. Ti penso, ti desidero e ti stringo accanto a me, consistente come il vuoto, presente come la mia pelle.